Detrazioni2019-04-04T12:14:18+02:00

Eco Bonus 2019

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CLIMATIZZAZIONE

RIQUALIFICAZIONE

TERMINI UTILI

Bunding automation: sistemi che permettono l'automazione delle funzioni di un edificio, specialmente a uso pubblico, come ad esempio la gestione dell'illuminazione, la termoregolazione e il controllo degli accessi. Bonus verde: detrazione irpef al 36% sulle spese sostenute ad esempio per sistemare aree verdi esterne di edifici, unità immobiliari, impianti di irrigazione ecoperture verdi. Ecobonus: detrazione lrpef o ires (privati o aziende) riconosciuta per Interventi volti al risparmio energetico su edifici esistenti

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La Legge di Bilancio 2019, approvata un giorno prima della fine dell’anno (2018), ha messo nero su bianco le nuove regole non solo per chi vuole ristrutturare casa, ma anche per chi prevede degli interventi di riqualificazione energetica di abitazioni; ed edifici, relativamente a quali sono le  tipologie di interventi che possono dare diritto benefici fiscali (detrazioni). Tornano in auge, quindi, termini quali “ecobonus” e “bonus verde”. Quest’ultimo inerente la proroga per tutto il 2019 della detrazione irpef al 36% sulle spese sostenute ad esempio per sistemare aree verdi esterne di edifici, unità immobiliari, impianti di irrigazione, coperture verdi.

Ecobonus: chi, cosa e come

L’ecobonus è la possibilità per privati e imprese di detrarre, da Irpef e ires rispettivamente, parte delle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili. Ed è valido anche per quelli di natura strumentale, cioè quelli che sono funzionali all’attività di impresa. Potranno accedere a questa misura fiscale i contribuenti possessori di immobili che saranno interessati da interventi volti a migliorarne le prestazioni energetiche.
In particolare:

  •  persone fisiche (anche inquilini, possessori di immobili in comodato e familiari che sostengono le spese);
  •  società di persone e di capitali;
  • enti;
  • associazioni professionali.

Si tratta di uno stimolo che ‘il governo ha deciso di dare ai soggetti che intendono intervenire per migliorare l’impatto ambientale degli immobili posseduti ragionando nel medio termine. Come a dire, intervieni oggi per rendere l’immobile più ecosostenibile nel tempo e ti riconosco il bonus sotto forma di riduzione delle imposte annuali per dieci anni attraverso dieci rate di uguale importo. La logica con cui il Legislatore ha impostato questa opportunità è quella di premiare di più chi meglio spende per rendere appartamenti, uffici e stabili meno impattanti sull’ambiente in termini di consumi energetici diretti o indiretti. In altri termini, ad esempio, tanto meglio intervengo attraverso l’acquisto di apparecchi in classe energetica elevata o sostituendo infissi che isolano meglio tanto maggiore sarà la percentuale di dei costi sostenuti che potrò portare in detrazione.

La nuova normativa prevede diversi scaglioni di detrazione, fino a un massimo dell’85% dei costi sostenuti (questo nel caso dei condomini In cui gli interventi permettono il miglioramento della classe di rischio sismico dell’intero edificio). Diversamente da quanto previsto in precedenza, da quest’anno sono previste quattro aliquote di detrazione, due delle quali riservate ai condomini: 50% e 65% e 70% e 80% rispettivamente. In particolare, si può chiedere la detrazione al 50% per:

  •  sostituzione di infissi;
  •  schermature solari;
  •  caldaie a biomassa;
  •  caldaie a condensazione – purché abbiano un’efficienza media stagionale almeno di classe A; se queste caldaie posseggono anche sistemi di termoregolazione di classe V, VI o VII la detrazione può arrivare al 65%.

Oltre che per l’installazione di caldaie a condensazione di classe A e con sistemi di termoregolazione di Classe V, VI e VII, la detrazione sale al 65% è prevista per:

  • collettori solari per acqua calda;
  • scaldacqua a pompa di calore;
  • generatori formati da pompa di calore e caldaia a condensazione, progettati dal produttore per funzionare in coppia;
  • coibentazione dell’involucro opaco;
  • sistemi di building automation, cioè dei sistemi che permettono l’automazione delle funzioni in un edificio, specialmente a uso pubblico, come ad esempio la gestione dell’illuminazione, la termoregolazione e il controllo degli accessi.

Nel caso di edifici condominiali la detrazione è del 70% e vale per le spese che saranno sostenute fino al 2021. Ma può arrivare all’85% se i lavori sono a carico di edifici siti nelle zone sismiche 1,2 e 3 e se contribuiscono al miglioramento della classe di rischio sismico dell’intero edificio. Tanto maggiore è il miglioramento, tanto maggiore sarà l’aliquota della detrazione. Non solo. Per interventi “standard” il tetto massimo di spesa è di 40.000 euro per ogni unità abitativa, mentre nel caso di interventi che migliorino la classe sismica il tetto sale a 126.00 sempre per ogni unità abitativa.

I tetti di spesa e le modalità per aver diritto alla detrazione

La nuova normativa indica anche i limiti di spesa su cui poter calcolare l’aliquota di detrazione prevista dall’ecobonus. In particolare:

  • riqualificazione energetica: 100.000 euro;
  • installazione di pannelli, per piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università: 60.000 euro;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, installazione di impianti dotati di caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza: 30.000 euro.

Tuttavia non sono ancora stati definiti i decreti attuativi in materia, molto attesi dagli addetti ai lavori, che daranno indicazioni precise sui massimale di spesa relativi a tutte le tipologie di interventi di riqualificazione energetica previsti.

Indiscrezioni suggeriscono che il calcolo del massimale sarà effettuato in rapporto alla superficie (ad esempio degli infissi sostituiti) e ai kW (ad esempio, caldaie, pompe di calore ecc.). In attesa di conoscere questi importanti dettagli, è bene ricordare cosa non bisogna dimenticare di fare per avere diritto alla detrazione. Innanzitutto comunicare all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) la tipologia degli interventi, attraverso il sito www.enea.it, e poi conservare tutti i documenti che certificano che gli interventi effettuati posseggono le caratteristiche per dare diritto alla detrazione.

A titolo di esempio, certificazioni tecniche, certificazioni energetiche dell’immobile prima e dopo l’intervento. Non ultimo, pagare i lavori con bonifico (i soggetti non titolari di reddito d’impresa) indicando causale del versamento, codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva e/o il codice fiscale del soggetto ricevente il pagamento (di norma queste informazioni sono richieste dalla modulistica dei bonifici ad hoc, predisposti da banche e poste) e conservare la documentazione utile a dare prova delle spese effettuate.

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